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Tissot Seastar 2000 Professional, recensione completa

Mattia di Mattia
4 Agosto 2026
in Recensioni, Tissot
Tempo di lettura: 5 minuti
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Ultimamente ci stiamo abituando a vedere molti diver con misure compatte, ma non tutti i gusti sono uguali e, ovviamente, non esiste una misura universale di polso. Se da una parte è sempre più alta la domanda per modelli più versatili in grado di adattarsi bene anche ad un utilizzo più “cittadino”, continuano ad esserci molti appassionati alla ricerca di diver duri e puri con schede tecniche particolarmente ricche. Da poche settimane Tissot ha lanciato sul mercato una versione completamente rinnovata del suo diver professionale di punta, che porta con sé un sacco di caratteristiche interessanti in una misura un po’ più piccola rispetto alla generazione precedente da 46mm e con un prezzo addirittura inferiore. Scopriamo insieme i nuovi Tissot Seastar 2000 Professional.

Sommario:

  • 1 Recensione
  • 2 Vetro e cassa
  • 3 Fondello a vista e movimento
  • 4 Cinturino o bracciale
  • 5 Al polso 
  • 6 Opinioni
  • 7 Scheda tecnica

Recensione

I nuovi Tissot Seastar 2000 Professional sono disponibili in 5 varianti, di cui una sola è accompagnata dal bracciale in acciaio (Ref. T120.907.11.051.00). Personalmente trovo molto riuscite le configurazioni in arancione (Ref. T120.907.17.281.00) e in blu con cassa brunita (Ref. T120.907.37.041.00). E questa è proprio una delle due versioni che ho provato, insieme a quella tutta nera. Confrontando queste due referenze si nota anche il colore diverso del trattamento PVD abbinato al blu, più chiaro e in tonalità antracite.
I quadranti sono molto curati, con un motivo a onde incise che ovviamente richiama il mare, e la colorazione metallizzata risalta quando viene colpita dalla luce. La natura da diver professionale trapela anche dalla scritta in basso, dove oltre al nome del modello è riportata anche l’impermeabilità fino a 600m. La finestra della data è posizionata a ore 6, una scelta in linea con quanto visto sui modelli precedenti da 46mm che metterà d’accordo estimatori e detrattori di questa funzionalità in più. Il disco è a sfondo nero indipendentemente dalla versione scelta.

L’anello con la minuteria è posizionato su un livello superiore e ingloba anche gli indici, che mantengono una buona tridimensionalità e in entrambe queste due versioni hanno cornici lucide nere. La stessa finiture è presente sulle lancette, che hanno proporzioni perfette per garantire una leggibilità ottimale in ogni condizione. La sfera dei secondi ha il contrappeso a forma di T tipico di molti altri modelli di Tissot e la parte terminale con un piccolissimo puntino di pasta luminescente. La visibilità al buio è eccellente, con sfere, indici e riferimento sulla ghiera a ore 12 che rimangono ben visibili a lungo. Peccato che anche gli  altri riferimenti sulla ghiera non siano realizzati in materiale luminescente, ma in ogni caso le prestazioni sono da primo della classa.

Vetro e cassa

Il vetro è uno zaffiro con lieve curvatura esterna e trattamento antiriflesso sul lato interno ed è di ottima qualità sia per quanto riguarda la resistenza ai riflessi fastidiosi, sia per quanto riguarda la trasparenza anche ad angolazioni estreme, cosa non di poco conto visto che abbiamo a che fare con un vetro decisamente spesso.
La ghiera in acciaio ospita al suo interno un inserto in ceramica con riferimenti incisi nello spessore. Nonostante non sia particolarmente pronunciata, la superficie antiscivolo è molto efficace ed è rifinita molto bene, con denti satinati nella parte superiore e lucidi nella parte inferiore. La rotazione è un po’ rumorosa e “metallica”, ma i 120 scatti sono molto precisi e non ci sono giochi eccessivi.

La cassa non è solo una versione rimpicciolita rispetto a quella utilizzata per la generazione precedente da 46mm, ma è stata ridisegnata per avere una migliore ergonomia e ha un nuovo schema di finiture. Le anse sono piuttosto compatte per un orologio di questo diametro e sulla parte superiore hanno una satinatura circolare. I fianchi hanno una porzione centrale micropallinata racchiusa da due cornici lucide. Questa è una soluzione molto intelligente perché aiuta a camuffare un po’ lo spessore, che comunque è piuttosto limitato per un diver impermeabile fino a 600m. A ore 9 c’è la valvola automatica per il rilascio dell’elio, mentre a ore 3 la corona è in gran parte protetta dalle spallette integrate. È lucida con la T di Tissot in rilievo e naturalmente è a vite, con una filettatura interna al riparo da polvere e sporcizia che non ha alcun impuntamento né in apertura né in serraggio.

Fondello a vista e movimento

Il fondello a vite ha al centro una finestra in vetro zaffiro che stona un po’ con la natura da diver professionale, ma che comunque si trova su tantissimi altri modelli con caratteristiche analoghe di altri marchi e in fasce di prezzo superiori. Tra le varie specifiche incise, oltre all’impermeabilità, è riportata anche la certificazione ISO 6425. Il movimento all’interno è il Powernmatic 80, il cavallo di battaglia di Tissot, un’evoluzione dell’ETA 2824 con frequenza portata a 21.600a/h, riserva di carica di 80 ore, possibilità di ricarica manuale e spirale in Nivachron per una maggior resistenza ai campi magnetici. È una meccanica molto affidabile in grado di raggiungere prestazioni molto interessanti se rapportate alla fascia di prezzo.

Cinturino o bracciale

Queste due varianti hanno di serie un cinturino in gomma con un design tipo tropic. Il materiale è di ottima qualità, flessibile e resistente. La fibbia ad ardiglione ha una finitura PVD nera con il logo inciso e, per evitare che il secondo passante si sposti durante l’utilizzo, c’è all’interno una piccola parte sporgente che si ancora ai fori presenti sullo spezzone lungo. Il bracciale in acciaio per ora è previsto solo su una delle varianti con cassa in acciaio senza trattamento PVD e utilizza una clasp con microregolazione rapida integrata. In alternativa sul sito di Tissot è possibile scegliere cinturini differenti da abbinare e, ovviamente, si possono installare anche accessori di terze parti con misura da 22mm.

Al polso 

Il Tissot Seastar 2000 Professional è comunque un diver di dimensioni generose, ma non sono tanti i modelli con queste caratteristiche tecniche a poter vantare una vestibilità così sorprendentemente comoda anche su un polso da 16cm. Lo spessore non è esagerato e, grazie all’abbinamento con i cinturini in gomma, queste due varianti hanno anche un peso contenuto. Il diametro è di 44,0mm, la distanza da ansa ad ansa è di 50,3mm, lo spessore è di 15,4mm compresa la lieve sporgenza del vetro e il peso è di 131g con il cinturino di serie.

Opinioni

La generazione precedente, soprattutto per le sue dimensioni generose, era pensata per una clientela più di nicchia. I nuovi Seastar 2000 Professional rimangono pur sempre dei diver professionali con specifiche tecniche di alto livello, ma grazie agli interventi sulla cassa fatti dai progettisti, la vestibilità riuscirà a soddisfare un maggior numero di appassionati. I quadranti sono belli e curati, le finiture sono ottime, l’impermeabilità fino a 600m con in più la valvola per l’elio e la certezza data dalla certificazione ISO 6425 sono un mix perfetto per tutti gli amanti dei diver duri e puri. E c’è poi il vero asso nella manica. I prezzi consigliati al pubblico partono dai 975€ delle varianti con cassa in acciaio e cinturino in gomma, fino ad arrivare ai 1.025€ di queste due varianti con rivestimento PVD. Prezzi davvero eccellenti tenendo conto di tutte le caratteristiche e che fanno diventare di fatto i nuovi Seastar 2000 Professional una scelta quasi obbligata per chiunque abbia un budget simile e voglia mettersi al polso un diver certificato ad alte prestazioni.

Scheda tecnica

Diametro 44,0mm
Lug to Lug 50,3mm
Spessore 15,4mm
Peso 131g (con bracciale regolato)
Movimento Powermatic 80, automatico
Caratteristiche del movimento frequenza 21.600a/h, 80 h di riserva di carica
Vetro zaffiro
Cassa acciaio
Impermeabilità 600m
Bracciale acciaio o gomma, 22 mm
Prezzo a partire da 975€









Tags: AUTOMATICIDIVERNOVITÀ 2026POWERMATIC 80SWISS MADETISSOT
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Mattia

Mattia

Non so esattamente come sia nato il mio legame con gli orologi, ma ricordo di esserne rimasto attratto e incuriosito fin da bambino. Dopo i primi (tanti!) Swatch tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90, dai primi anni 2000 ho iniziato ad apprezzare il fascino dell’orologeria meccanica e da allora non me ne sono più allontanato. Dopo aver creato il mio canale YouTube nel 2016 e dopo un’esperienza di oltre 15 anni nel mondo dell’editoria e del giornalismo, ho pensato di espandere la mia presenza online con la creazione di questo spazio virtuale dove poter trasmettere il più possibile l’amore, maniacale, per gli orologi.

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