Per la dodicesima volta, Hamilton consegna il suo riconoscimento dedicato al cinema italiano in collaborazione con i Giornalisti Cinematografici dei Nastri d’Argento. Quest’anno il premio va ad Andrea De Sica, che con Gli occhi degli altri ha firmato regia, soggetto e sceneggiatura di un thriller psicologico capace di tenere lo spettatore in tensione dall’inizio alla fine. La cerimonia si è tenuta al Teatro Argentina di Roma, nell’ambito dei festeggiamenti per gli 80 anni dei Nastri d’Argento. Un palmarès, quello dell’Hamilton Behind the Camera, che negli anni ha già premiato nomi come Alessandro Gassman, Gabriele Mainetti, Stefano Sollima e Paolo Genovese.

Dietro le quinte, dove Hamilton si trova a casa
Il premio italiano è la naturale estensione di quello americano, gli Hamilton Behind the Camera Awards, che da quattordici edizioni celebrano a Hollywood le figure che lavorano nell’ombra (montaggisti, direttori della fotografia, costumisti, sceneggiatori) consegnando il riconoscimento a personalità come Darren Aronofsky, Pablo Larraín e Paul Dano, con Harrison Ford, Kristen Stewart e Guillermo del Toro tra i premianti. Una scelta editoriale coerente per un brand che ha sempre puntato sul dietro le quinte più che sulla vetrina.

Novant’anni di set: da Elvis a Oppenheimer
La presenza di Hamilton nel mondo del cinema non è marketing recente: risale al 1932, quando un orologio del brand comparve per la prima volta su schermo in Shanghai Express. Da allora la lista è diventata impressionante: 2001: Odissea nello Spazio, Men in Black, Interstellar, Tenet, Oppenheimer, Dune – Parte Due, con oltre 500 titoli all’attivo tra film e serie TV. Un legame che non si limita al product placement, ma che in alcuni casi ha portato Hamilton a realizzare orologi su misura pensati appositamente per il progetto cinematografico. Fondata nel 1892 a Lancaster, Pennsylvania, e oggi parte di Swatch Group, Hamilton resta uno dei pochi brand orologieri con un racconto cinematografico genuinamente lungo e documentato.
















